Ue: l’Europa del futuro si gioca a due velocità

Verso l’Unione federale per evitare la paralisi del processo di integrazione europea

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C’era una volta l’Europa di Maastricht. E ci sarà ancora, se non diamo una scossa al processo di integrazione europea. L’idea di partenza (e di arrivo) per l’Europa del futuro è l’Unione federale, la chiave per costruire una nuova Unione europea a due velocità.
È attorno a questi spunti che si è svolto l’incontro organizzato a Spazio Europa presso la Rappresentanza della Commissione europea a Roma, insieme alla presidente della Camera Laura Boldrini e a Sergio Fabbrini, direttore della School of Government alla Luiss di Roma, in occasione della presentazione dei libri dei due autori, rispettivamente “La comunità possibile. Una nuova rotta per il futuro dell’Europa” e “Sdoppiamento. Una prospettiva nuova per l’Europa”.
A confronto, temi come l’euroscetticismo e il populismo, l’Unione federale e il Fiscal Compact, ma anche il Pilastro dei diritti sociali e il sogno (svanito) di una Costituzione europea.

Ripartire dalla Brexit

brexitA un anno dal referendum del leave della Gran Bretagna dall’Unione europea, “la Brexit può fare da sprone”, ha suggerito la presidente della Camera Boldrini, per superare il malcontento che stiamo vivendo in Europa, alimentato da populismi ed euroscetticismo. “Solidarietà, umanità e civismo sono alla base del progetto dei padri fondatori”, ha voluto ricordare la presidente, tratti distintivi del progetto europeo che sono stati dimenticati a vantaggio della Brexit che “è arrivata sull’onda di tante fake news che si sono sviluppate” e che insieme alla disinformazione “hanno giocato un ruolo determinante in questo referendum”. Ma, a dispetto della retorica populista, la Brexit ha comunque ricordato quanto “è importante una casa comune” e per costruirla è necessario “rivedere gli aspetti dell’architettura europea”, ha sottolineato ancora.

Un nuovo progetto politico

Tutti d’accordo che l’intergovernamentalismo non funziona più, quindi, e che l’Europa possa essere sdoppiata a due velocità, tema questo che da mesi è al centro del dibattito europeo. Ma, “finché non risolveremo il malcontento e tutto quello che è alla base del populismo, l’Europa non si farà nel senso di Europa federale di Stato”, ha ribadito la presidente Boldrini.
Da qui lo spunto di Fabbrini di “liberarci dalla costituzione intergovernamentale e ricominciare da dove Spinelli ha finito”, ovvero “dalle istituzioni e da un progetto politico” che abbia alla base una scelta strategica. Un progetto ambizioso, quindi, che punti a “rinforzare le politiche” e che abbia chiara l’idea di cosa sia e cosa significhi un’Unione di Stati, perché “l’Europa non è solamente qualcosa che ci conviene”, ma è anche “pace, sviluppo e democrazia”. 

Una Costituzione europea

Il tema dell’Unione federale ha poi richiamato l’attenzione sulla questione legata al progetto di una Costituzione europea, sulla quale è intervenuto Giuliano Amato, giudice della Consulta e protagonista attivo del percorso costituzionale europeo, che ha ricordato come l’apertura di Maastricht  “ad una gigantesca finestra sull’Europa intergovernativa” ne abbia impedito la realizzazione. La stessa Convenzione europea sul futuro dell’Europa “non fece nessun passo avanti rispetto a Maastricht”, ha poi aggiunto Amato. Un percorso questo che, passando anche per Lisbona, ci ha portato a vivere ancora oggi una “schizofrenia” istituzionale. E sul Fiscal Compact, al centro dell’attuale dibattito politico nazionale ed europeo, il giudice ha qualche dubbio, ritenendo alcune parti del trattato “incostituzionali”.

L’Europa sociale dei cittadini

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Infine, sul tavolo del confronto anche l’Europa del Pilastro sociale a cui l’Unione dovrebbe “destinare una parte del bilancio europeo”, secondo la presidente Boldrini, affinché gli europei capiscano cosa significa stare in Europa. Un Pilastro che “va valorizzato e raccontato bene”, attraverso “alleanze e una narrazione diversa che sappia motivare i giovani e che coinvolga tutti per superare questo momento di stasi”, ha concluso la presidente della Camera.

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