Italia digitale: siamo dentro o fuori? Da WiFi°Italia° all’ultrabanda, a che punto è l’Italia

Articolo pubblicato su Your Brand Camp il 20 luglio 2017.

A rilento ma sulla buona strada: continua il percorso dell’Italia verso la trasformazione digitale. E’ di pochi giorni fa infatti, il lancio di Wifi °Italia°, l’app che consente di navigare gratuitamente sul territorio nazionale.

Be smart, be digital: è un po’ lo slogan della rivoluzione digitale, che ha cambiato il nostro rapporto con la società e il lavoro, tra digitalizzazione, big data, economia digitale e start-up. Ma sono solo alcuni dei cambiamenti che abbiamo avuto con la rivoluzione digitale che, nel passaggio dalla tecnologia analogica e meccanica a quella digitale, ha messo in moto importanti trasformazioni capaci di cambiare soprattutto il nostro modo di comunicare e il mondo dell’informazione.
La rivoluzione digitale, avviata con la nascita del linguaggio binario (utilizzato nel mondo dei media per creare nuovi mezzi di comunicazione), ha aperto la strada alla cosiddetta “Era digitale”, ovvero la fase culturale che viviamo oggi, dove smartphone e tablet non sono più gli unici protagonisti, ma anche il mercato del lavoro ha la sua parte, digitale e innovativa.

Ci siamo allora. O forse no?

wifiitaliaDi Italia digitale se ne parla già da qualche anno. L’impegno per mettere in pari l’Italia con gli altri Paesi Ue c’è, ma la strada da fare è ancora tanta. Sul digitale l’Italia è ancora indietro e i dati della Commissione europea lo confermano.
E sulla digitalizzazione delle imprese si registra ancora una lentezza sulla tabella di marcia nonostante i piani del governo.
Il Governo ha approvato, infatti, una serie di progetti, tra cui il piano industria 4.0 per incentivare le PMI – di cui vi avevamo già parlato qui – il piano PA digitale e il Piano banda ultralarga per garantire sviluppo di infrastrutture e garantire ai cittadini l’accesso a internet.
La PA digitale, il piano triennale 2017 – 2019 per digitalizzare la Pubblica Amministrazione e garantire un servizio più efficiente al cittadino, prevede circa 500 milioni di risparmio entro il 2018, con la messa a punto dei servizi già sviluppati in fase di adozione, ovvero Spid (Sistema elettronico identità digitale), Cie (Carta di identità elettronica), fatturazione elettronica, PagoPa (Piattaforma pagamenti elettroinici Pa) e Anpr (Anagrafe nazionale della popolazione residente).
Tuttavia, il Piano ha già registrato qualche insuccesso a livello locale a causa della lentezza di alcune amministrazioni tra Comuni e Province.

Ripartiamo dalla cultura

E di rivoluzione digitale se ne parla anche sui tavoli del Mibact in ambito turismo digitale, un settore in crescita e su cui l’Italia punta per rivalorizzare se stessa.
Il 13 luglio, infatti, l’Italia ha lanciato Wifi°Italia°It, un’app – già attiva – che permette a cittadini e turisti di connettersi gratuitamente e in maniera semplice a una rete wifi libera presente su tutto il territorio nazionale.
L’iniziativa – prima in tutta Europa – nasce dall’intesa tra il ministero dello Sviluppo economico e il ministero dei Beni culturali e l’Agid, in collaborazione con la Rappresentanza europea in Italia, e punta ad una collaborazione con il progetto della Commissione europea Wifi4EU.

wifiitaliaUn importante strumento di sviluppo per il turismo che permette all’utente di accedere in maniera trasparente e immediata a tutta la federazione di reti Wifi°Italia°It e di usufruire dei servizi messi a disposizione, come ad esempio informazioni e acquisto di biglietti, con un accesso unico compatibile anche con il sistema di identificazione Spid. Un sistema a cui hanno già aderito Roma, Milano, Firenze, Prato, Bari e Trento e che farà da tassello per l’individuazione di una “rete federata europea in grado di abbattere gli ostacoli digitali tra i cittadini comunitari e accelerare l’utilizzo della rete e dei servizi digitali”.

Sfida accettata quindi?

Rispetto agli altri Paesi europei siamo ancora molto indietro. L’Italia investe ancora solo l’1% del Pil in ricerca e sviluppo, un dato che non incoraggia la trasformazione digitale, nonostante il digitale stia divenendo sempre più importante per le economie mondiali.
Ma ci pensa comunque la Commissione europea a incoraggiare l’Italia, soprattutto sul piano industria 4.0. Un campo su cui la Commissione presterà attenzione il prossimo anno nell’attuazione di risorse per 1 miliardo di euro in programmi per l’innovazione e la ricerca.
Insomma, siamo sulla buona strada. Ma – un po’ come ci dicevano a scuola – l’impegno c’è, ma possiamo fare di più.

 

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