Perché MEB su Instagram è l’account che ci serviva

Chi ha detto che Instagram è fatto solo per influencer e blogger?

Maria Elena Boschi, attuale sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio nell’esecutivo Gentiloni e ministro per le Riforme costituzionali  e i rapporti con il Parlamento sotto il Governo Renzi, ci ha visto lungo sui social. Maria Elena Boschi ha aperto il suo profilo Instagram pubblicando la sua prima foto il 12 giugno, lanciando l’hashtag personale #instameb. Le reazioni? Amare e contrarie (e prevedibili), da chi ancora non ha compreso bene il ruolo e la potenza di un social media come Instagram.

We need #instameb

Polemica o no, MEB è in realtà l’account che aspettavamo (e di cui avevamo bisogno) in Italia per smontare l’ipocrisia che il politico stia solo sui giornali. Lo storytelling politico, oggi, si fa sui social network prima e ai microfoni dei giornalisti dopo. Che sia su Facebook o Twitter, su Instagram o Google+, è lì che il politico racconta se stesso e la sua esperienza, interagisce con i cittadini e si avvicina a loro con un like o un commento.
Il linguaggio dei social diventa così lo strumento chiave per interagire e confrontarsi aprendo una conversazione, non più una sola comunicazione dall’alto verso il basso. L’immagine cattura l’attenzione – il marketing insegna – permettendo al cittadino supporter di ‘entrare’ a far parte della vita del politico. In poche parole, Instagram umanizza il politico, consentendo al cittadino elettore di sentirsi più vicino al suo candidato.
Un esempio consolidato? Emmanuel Macron approdava su Instagram nel settembre 2016 con una foto che lo ritraeva nel pieno di un pranzo insieme ad alcuni dei lavoratori della Fiera agricola di Châlons-en-Champagne. Una caption concisa, l’hashtag giusto e l’engagement di chi sa parlare ai cittadini si è tradotto così nella presidenza della Repubblica francese.

L’hashtag come nuovo strumento di dialogo

A più di tre mesi dalla sua prima foto, MEB conta oggi più di 18k followers con una media di oltre 1000 mi piace a foto. Il tasso di convertibilità si misura in questo caso nella capacità di Maria Elena Boschi di affiliarsi gli elettori, vecchi o nuovi che siano. E l’hashtag #instameb non è altro che lo strumento di disintermediazione che MEB ha scelto per raccontarsi e comunicare con loro. Giovani, adulti e Millennial.
Instagram è, infatti, il social network che conta oggi circa 14 milioni di utenti attivi (popolato per lo più da giovani), dove l’80% di questi segue un’azienda (giugno 2017). Una piattaforma, quindi, che raccoglie più realtà, dal travel al lifestyle, dall’impresa al food blogging, e sulla quale si svolgono già progetti di marketing e affiliazione online. Inutile dirvi che tra qualche anno il lavoro si giocherà per la gran parte sui social network. E così sarà per il consenso politico, che già oggi si muove attraverso i Big data (ve ne parlo qui).

Ma allora perché tutto questo rumore attorno a #instameb?

Nel 2012 Obama pubblicava la foto del suo famoso abbraccio con la moglie Michelle e in tre parole e un tweet raccontava la fine di un mandato e l’inizio di un altro. Con un’immagine e poco meno di 140 caratteri raccontava la sua storia, faceva storytelling.obama abbraccio michelle
La differenza con Maria Elena Boschi? Nessuna. Il vociferare attorno all’account @mariaelenaboschi_official non è altro che uno dei sintomi del rapporto insano che gli italiani vivono con i social network: dalle fake news a #likeforfollow, siamo stati abituati ad interpretare Instagram come una piattaforma ad esclusivo uso degli influncer a ispirazione Chiara Ferragni, Belen o Chiara Biasi. Il risultato?La misoginia e l’ipocrisia di chi dei social network non ne fa un’ispirazione, ma un bersaglio. Contro le donne. Da una foto postata in palestra a un selfie in elicottero.
Alle prossime elezioni andranno al voto i neo-diciottenni, ovvero quella fetta consistente di Instagram che, interessata più o meno alla politica, seguirà questo o quel candidato tramite Facebook o Twitter (pochi attraverso i giornali).

Il consenso politico si giocherà, quindi, da qui ai prossimi mesi nel radar della peopolisation du pouvor – direbbero i francesi – tra storytelling glamour, tweet e like post.

Insomma, siamo ancora convinti che Instagram sia solo per gli influencer?

#marketingpolitico #storytelling #compol

 

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